Conviti e Banchetti fino al 6 gennaio 2019 Uno spettacolo per gli occhi ...
Apparecchiare la tavola ha assunto nei secoli significato di gioia, celebrazione di eventi ed esibizione di ricchezza.
La tavola apparecchiata da sempre richiama momenti di festa e condivisione, e il mangiare insieme va ben oltre il semplice atto della nutrizione del corpo.
Nella casa-museo Stibbert, oltre alla attività di un grande collezionista, si svolgevano anche quotidiane funzioni della vita della famiglia: si cucinava, si ricevevano gli amici, si pranzava assieme, e oggi con la mostra “Conviti e Banchetti” torna questa grande tradizione di imbandire le mense.

Nella splendida cornice del museo Stibbert, mirabilmente diretto da Enrico Colle, dal 30 marzo è in corso una mostra molto
particolare che collegandosi alle collezioni di Frederick Stibbert le amplia e le contestualizza fornendoci una sintetica ma meravigliosa
storia dello stare a tavola dell’aristocrazia e della borghesia dal Quattrocento fino ai primi decenni del XX secolo.
La mostra è un vero spettacolo per gli occhi, percorrendo l'evoluzione del banchetto come arte, come rito, secondo regole e stili
differenti che segue le mode e i costumi delle varie epoche.
Il banchetto come momento di socializzazione e soprattutto di rappresentazione di ricchezza o potere, politica e in definitiva di cultura.
La mostra ci offre anche una visione delle stratificazioni sociali durante le varie epoche.
Attraverso descrizioni, documenti, dipinti e altre forme visive di rappresentazione si ricava una interessante e godibilissima panoramica
attraverso il tempo della teatralità del banchetto con i suoi protagonisti ma anche con tutto lo stuolo dei suoi attori o comparse,
dagli architetti inventori di strabilianti ambientazioni, ai cuochi creatori di pietanze ricercate e scenografiche, giù giù fino agli sguatteri e servitori.
La musica seguendo anch'essa le convenzioni e gli stili delle varie epoche, è elemento essenziale del banchetto, al pari delle pietanze,
e delle immaginifiche ambientazioni, degli allestimenti della tavola, dei preziosi servizi di piatti e posate.
I modi del banchetto cambiano e si raffinano. Si pensi che nel Quattrocento, essendo ancora sconosciuto l'uso delle posate, la tavola veniva
imbandita con una semplice tovaglia bianca con solo una striscia di stoffa preziosa nel centro al fine di permettere ai commensali, che
mangiavano usando solo tre dita della mano destra, di potersi asciugare dopo averle lavate in bacili, quando presenti, collocati
sulla tavola o portati dai servitori.
Difficile rendere a parole il racconto della mostra, per me è stata una piacevolissima scoperta.
Invito invece, e caldamente, a visitare e a godere con i vostri stessi occhi e poi continuare con la visita al museo, unico nel suo genere,
nel caso qualcuno ancora non lo conoscesse, e infine una passeggiata attraverso il vasto e bel giardino, molto ben mantenuto,
per apprezzarne le delizie.
Carlo Biancalani
